Attori:

Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli, Greta Scarano e Michele Riondino

Regista:

Genere:

Durata:

Uscita:

Paese:

Scenografia:

Colonna sonora:

Montaggio:

Francesco Patierno

Documentario

80 min.

2017

Italia

Paki Meduri

The Spectre

Maria Fantastica Valmori

/ Descrizione

Otto grandi attrici ripercorrono la vita di Valentina Cortese interpretando le sue stesse parole tratte dall’autobiografia “Quanti sono i domani
passati” pubblicata in occasione dei suoi 90 anni. Un viaggio attraverso i suoi ricordi e i suoi personaggi. Un’analisi pensata per lasciare un
segno indelebile sul suo stile, sul cinema e sul costume delle varie epoche che ha rappresentato.

ATTRICE E DIVA
Valentina Cortese oggi 94enne ha da sempre sentito la vocazione verso l’arte della recitazione. Greta Garbo e Sarah Bernhardt sono stati i
suoi principali modelli da cui ha attinto per creare quell’alone di fascino ed eleganza spesso sopra le righe che da sempre l’ha contraddistinta
come ambasciatrice di un divismo ormai crepuscolare.
Il personaggio di Séverine nel film di Truffaut (ruolo che le fece ricevere una nomination all’Oscar) rappresenta forse l’apice del suo talento
interpretativo, toccando le sue corde parodistiche. La Cortese corrisponde a determinati standard recitativi e qui ne ha esteso ogni
caratteristica, passando da diva a parodia di una diva: una maschera sublime di pierrot consapevole della propria fine inarrestabile,
scaturendo nello spettatore una visione tragicomica della situazione nella quale lei stessa vive.

LA CONTRADDIZIONE
La voce e il gesto sono elementi fulcro che risaltano maggiormente riguardo le sue performance. La Cortese, attraverso una modulazione
dolce e flebile è riuscita a reinventare e a rendere soavi, originali e divertenti personaggi eticamente impegnativi, tanto che il critico francese
Bernard Dort l’ha definita “La contraddizione”: «In apparenza e anche, a volte, nella vita quotidiana, Valentina Cortese è una “diva”: ne possiede
la bellezza, l’esotismo, i capricci. Ma chi scorre l’elenco dei suoi ruoli si accorge che esso è assai poco conforme a quello di una star
tradizionale. Certo, essa porta da un ruolo all’altro certi suoi gesti (il modo di ingarbugliarsi i capelli, ad esempio) e certe sue intonazioni
predilette (la voce strascinata, fino al gemito, sulle vocali). Ma è ogni volta diversa. Riconoscibile e irriconoscibile. Sempre stupefacente.
Stranamente contraddittoria».

UN’ICONA DI STILE
Un’attrice con un impatto talmente violento e vigoroso che l’ha resa diva in maniera imperante. Donna di vero charme, basti pensare alle
fotografie scattate da Pierluigi Praturlon, Fiorenzo Niccoli, Marcello Scopelliti e Giovanni Gastel o agli abiti firmati Dior, Cappucci, Galante,
Ferré, Mila Schön, Valentino. Tutti strumenti, questi, per confermare il proprio status sociale e attoriale attraverso un glamour accessibile a
pochissimi che ha fatto coniare nel linguaggio il termine “vestire alla Cortese”. Una foto di Valentina Cortese è subito riconoscibile, per il suo
stile, la sua classe, quel modo tutto personale di indossare cappelli e foulard, per lo sguardo ammaliante, senza tempo. La Cortese ha saputo
anticipare i tempi, e riprenderli successivamente. Ha imposto l’uso del foulard, l’uso delle pantofole e aveva un cassetto pieno di leggings
quando ancora non erano di moda, come anche il caftano. Valentina aveva la lucidità assoluta di essere un trendsetter e scegliere quello che
le stava bene senza essere mai banale.

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